Pensare troppo..pregio o difetto?

Homepage About Lavora con me Volo individuale Danza delle farfalle Cerchio della metamorfosi Contatti Blog Homepage About Lavora con me Volo individuale Danza delle farfalle Cerchio della metamorfosi Contatti Blog richiedi info Facebook-square Instagram Pensare troppo….. pregio o diffetto? Sono sempre stata una persona che riflette molto.Da bambina pensavo fosse semplicemente una mia caratteristica, qualcosa che mi rendeva diversa dagli altri. Crescendo, però, ho capito che non era sempre un dono.In alcune situazioni il mio riflettere diventava ossessivo. Succedeva soprattutto quando dovevo prendere decisioni importanti: cambiare lavoro, cambiare paese, cambiare direzione. In quei momenti il pensiero non mi aiutava a capire. Mi bloccava. Restavo ferma, sospesa, incapace di fare un passo avanti. E più restavo ferma, più iniziavano le domande. Perché ho così tanta paura di cambiare?Da dove viene tutta questa insicurezza? Così iniziavo a fare liste.Liste di cose che mi facevano paura, di scenari possibili, di pro e contro. Poi cercavo risposte fuori: video online, che mi portavano ad altri video, che mi portavano a libri. Senza rendermene conto entravo in una specie di tunnel fatto di studio, ricerca, introspezione continua. Eppure, quasi sempre, succedeva qualcosa di strano. A un certo punto, senza un momento preciso, senza un click evidente, mi accorgevo che la paura non era più paura. Si era trasformata in entusiasmo. L’idea diventava improvvisamente chiara. Il pensiero si faceva calmo, deciso. E solo allora riuscivo ad agire. Il problema è che io, le famose “idee chiare”, non le ho mai avute.O almeno, non nel modo in cui le hanno gli altri. Ho sempre ammirato le persone che sin da piccole sapevano esattamente cosa volevano fare da grandi. Quelle che seguivano una strada lineare, coerente, senza troppe deviazioni. Io no. Io so solo che sono curiosa.Che mi annoio facilmente. A volte anche nell’arco della stessa giornata. Forse è per questo che non sono mai riuscita a tenere un lavoro per più di due anni. L’unica volta che ho resistito sei anni è stato perché ogni anno cambiavo ruolo. Cambiavo stimoli, prospettiva, identità. Per molto tempo questa cosa mi ha fatta sentire sbagliata.Inadeguata. Incostante. Oggi, invece, mi rendo conto che per anni ho fatto una cosa molto più grave: sono andata completamente contro la mia natura creativa. Così tanto contro da averla, lentamente, spenta. E oggi lo dico con sincerità: faccio fatica a sentire creatività e immaginazione. Come se fossero lì, da qualche parte, ma irraggiungibili. A 42 anni mi trovo in un punto diverso.Non di arrivo. Ma di ritorno, ritorno alla mia vera natura. Voglio ritrovare quelle doti che, per natura, abbiamo tutti dentro di noi. Quelle che però la società, gli obblighi, le aspettative e le prigioni mentali che ci costruiamo negli anni finiscono per coprire, soffocare, mettere a tacere. Un altro grande blocco, per me, è sempre stato il perfezionismo. Ogni idea che mi viene non la porto avanti finché, nella mia testa, non è chiara, ordinata, perfettamente costruita. Finché non so esattamente dove andrà a finire. Il risultato?Non vado avanti da nessuna parte. Resto intrappolata in un loop di pensieri che non dura giorni, ma mesi. A volte anni. La Svolta Oggi ho capito alcune cose che voglio ricordarmi e forse ricordare anche a chi legge. Pratica Quotidiana Adesso dico, se proprio devo pensare molto, allora lo faccio in positivo. Tutti i giorni mi dedico a immaginare tutte le cose belle che possono succedere in determinate situazioni. Se non riesci a immaginare situazioni allora immagina come ti senti, nel mio caso mi concentro sul sentirmi serena, calma, oppure a volte mi immagino ridendo e alla fine la finisco sempre a ridere davvero. Non e’ facile, la mente mi riporta sempre ai pensieri negativi ma io non mi arrendo e continuo. Questo non è un punto di arrivo.È solo un inizio. E per ora, va bene così
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